Come accudire un canarino

Difficoltà: media
Come accudire un canarino
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Introduzione

I canarini sono tra i volatili di affezione più diffusi, prendono il nome dal paese di origine, le isole Canarie. L'allevamento dei canarini nasce come intrattenimento della classe medio borghese, per poi estendersi e perdere così il suo ruolo elitario, a favorire l'ampia diffusione dell'allevamento di questo volatile sono state le sue doti canore e di compagnia, ma per goderne a pieno occorre conoscere bene come accudirlo, in quanto ogni minima incuria potrebbe alterarne il comportamento e la longevità.

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In media le dimensioni di questi sono trai 16 ed i 20 cm, è una tipologia di volatile che soffre molto la solitudine ecco perché salvo casi particolari legati a patologie e/o ad altri eventi particolari è sempre bene allevarli in coppia.
Il canarino è facilmente addestrabile, ovviamente per migliorare l'interazione con il volatile converrà allevarlo ed addestrarlo da piccolo al fine di non fargli temere la figura dell'addestratore. Non è raro poter apprezzare le capacità mnemoniche dei canarini soprattutto se nell'addestramento si fa ricorso ad esercizi legati alla ricerca del cibo.
Non meno rilevanti sono le capacità canore, una caratteristica esclusiva dei maschi, con lievi differenze nel tono a seconda se si tratti di un canarino di allevamento o selvatico, ovviamente anche sul canto influisce il modo in cui viene allevato.

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Prima cosa da fare se si decide di allevare un Canarino è predisporre una gabbia abbastanza ampia (circa 1 m per non più di 2 o tre canarini) di quelle orizzontali, con molti posatoi e collocata in un posto abbastanza alto, per riprodurre l'effetto albero, infatti essendo solitamente i nidi posti tra il fogliame, la collocazione della gabbia deve essere luminosa, ma non assolata al fine di evitare colpi di calore.
La notte la gabbia va coperta con un panno perché il canarino ha la necessità, per un'equilibrata crescita di buio per riposare, le luci anche leggere gli impedirebbero il sonno e quindi altererebbero il suo equilibrio con conseguente alterazione sia comportamentale che emotiva.

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Altro importante aspetto è l'alimentazione, che come sempre è alla base di una vita equilibrata e corretta. In natura questi volatili si nutrono soprattutto di semi freschi e di qualche insetto, ovviamente in cattività le cose cambiano, ma le miscele di semi secchi che solitamente si acquistano non sono sufficienti, e bisogna per tanto arricchire la dieta di vegetali freschi, i più adatti sono: spinaci, insalata romana, radicchio, foglie di carota, carote grattate, cicoria, insalata belga, costa, catalogna e anche qualche fettina di mela. Non potendo il volatile autonomamente procurarsi ciò di cui necessita dobbiame essere noi a rispondere ad ogni sua esigenza, pena il suo stato di disagio, che può sfociare nel mutismo, nella perdita di piume e finanche alla morte.

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