Come addestrare una calopsite

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La calopsite è un pappagallo di piccole dimensioni (raggiunge i 33 centimetri) diffuso soprattutto in Australia; è uno degli esemplari più richiesti nei negozi di animali di tutto il mondo per la sua bellezza e per il suo ottimo carattere. Si caratterizza per la presenza di un ciuffo erettile e per essere un pappagallo molto resistente, che può vivere tranquillamente sia in ambienti chiusi che in quelli aperti. In questa guida verrà indicato come addestrare una calopsite seguendo delle semplici indicazioni.

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Trattandosi di un pappagallo molto docile e dotato di una vivace intelligenza non è difficile riuscire ad allevarne un esemplare e ad addestrarlo. Inoltre, è un animale che non viene infastidito dalla presenza dell'uomo, affezionandosi a quest'ultimo in poco tempo; è abituato anche a vivere con altri pappagalli, apprezzandone molto la compagnia. È possibile addestrare la calopsite sia quando ha pochi mesi di età che da adulta; nel secondo caso, però, è necessario un tempo maggiore. In ogni caso bisogna considerare che la calopsite tende ad avere paura delle mani dell'uomo, quindi il primo approccio dovrà essere condotto nascondendo le mani nelle maniche di un maglione, per celarle alla sua vista fino all'ultimo momento.

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Le prime volte è consigliato premiare ogni suo tentativo di avvicinarsi alle mani con un piccolo premio, ossia con un pezzetto di cibo; in tal modo, sarà più facile per il pappagallo iniziare a fidarsi. Per instaurare il rapporto di fiducia iniziale è consigliato dedicare almeno un paio di ore al giorno, per almeno una settimana, utilizzando una stanza lontana da televisori, radio o da altre fonti sonore. La calopsite, come tutti i pappagalli, quando viene portata a casa e si vedrà rinchiusa in una gabbietta impiegherà del tempo per studiare accuratamente la situazione che si è venuta a creare. Il primo giorno un buon suggerimento è quello di lasciare il pappagallo in una stanza senza disturbarlo, evitando assolutamente di aprire la gabbietta e di infilare una mano all'interno per tentare di toccarlo.

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Potrebbe, per lo spavento, tentare di beccare la mano furiosamente, oppure iniziare a sbattere le ali sulla gabbietta, rischiando di farsi seriamente male. Inizialmente risulterà difficile anche solo mettere una ciotola all'interno della gabbietta; con il passare dei giorni, quando capirà di non dover temere l'uomo, sarà possibile passare del cibo attraverso le inferriate della gabbietta e, solo più tardi, provare a nutrirlo direttamente con la mano all'interno della gabbietta. Una volta che la calopsite si abituerà alla presenza del padrone, accettando tranquillamente il cibo, sarà possibile iniziare ad aprire la porticina, mettendo il cibo all'esterno della gabbietta; il pappagallo inizialmente si limiterà ad affacciarsi dalla porticina, quindi uscirà senza essere forzato, di sua spontanea volontà.

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