Come affrontare il letargo della tartaruga

Difficoltà: media
Come affrontare il letargo della tartaruga
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Introduzione

Nel periodo autunnale, con il calare delle temperature e l'arrivo del freddo, le tartarughe cominciano ad andare in letargo. Questo si rivela un passaggio molto delicato per le nostre testuggini, anche perché non tutte le specie sono uguali e hanno quindi bisogno di particolari cure a attenzioni. Ecco quindi alcuni consigli utili per  affrontare il letargo della tartaruga.

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Occorrente

Assicurati di avere a portata di mano:
  • Un locale dove poter controllare la temperatura.
  • Un contenitore.
  • Foglie secche o paglia o fieno leggermente inumidito.
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Bisogna anzitutto sapere che non tutte le tartarughe vanno in letargo. Per non commettere errori è necessario quindi informarsi esattamente sulla specie di appartenenza. Il letargo è un momento molto delicato, va affrontato con la massima cura e l'animale deve essere nelle condizioni ottimali per poterlo sostenere. Una visita veterinaria, effettuata intorno all'inizio di settembre, potrà stabilire lo stato di salute della tartaruga e suggerire eventuali cure da effettuare prima del periodo di ibernazione.

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La regola forse più importante da ricordare è che non si deve lasciare andare in letargo una tartaruga ferita o malata, perché la malattia potrebbe degenerare. Quindi è consigliabile tener le nostre tartarughe protette e in posti sicuri, sempre presenti alle nostre cure. Gli animali che vivono già in giardino possono comunque passare il letargo all'aperto, a patto che vi sia un terreno adatto per scavare una nicchia apposita e che la temperatura non scenda mai sotto i 7 gradi. Bisogna poi accertarsi di non dar da mangiare alcuni giorni prima del letargo, per non comportare problemi di digestione. L'ideale sarebbe quello di mettere le testuggini in un contenitore abbastanza grande, adatta a consentire un po' il movimento.

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Per quanto riguarda la sistemazione del giaciglio ci occorre della terra (morbida e friabile). Deve essere posta in un'altezza consona, affinché il nostro animale possa scavare, ponendosi la terra un po' sotto e un po' sopra. Inoltre dobbiamo porre all'interno, sia della paglia che foglie secche, che siano preferibilmente umide. In questo modo proteggeremo l'animale, che non deve mai essere lasciato in balia di intemperie e acquazzoni. Meglio quindi evitare zone troppo umide o ventilate. Se scegliamo invece di tenere le nostre tartarughe al coperto, bisogna che la temperatura mantenuta non sia troppo alta, perché si potrebbero svegliare.

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Una ciotola d'acqua va sempre posta vicino agli animali, soprattutto per quando si risvegliano. Il letargo inizia nei mesi di Ottobre e Novembre e il risveglio avviene in primavera, nei mesi di Marzo e Aprile. Quando la temperatura supererà i dieci gradi, il metabolismo della tartaruga si riattiverà in vista del risveglio. Per quelle che hanno svernato all'aperto, possiamo quindi togliere le foglie e aspettare che pian piano emergano. Appena uscita dal letargo la nostra tartaruga sarà debole, per questo avrà bisogno dell' acqua per idratarsi ed espellere i residui tossici accumulati.

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