Come allevare un falco pellegrino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il falco pellegrino è una delle specie della famiglia dei Falconidi, forse la più diffusa al mondo. Questo animale è conosciuto come il più veloce fra gli esseri viventi. Quando si lancia in picchiata durante le sue battute di caccia riesce a raggiungere una velocità impressionante, di circa 320 km/h. Le dimensioni del falco pellegrino raramente superano i 50 cm, mentre l'apertura alare è di circa un metro ed è maggiore negli esemplari di sesso femminile. Il dorso dell'animale è di colore nero e spesso presenta anche delle sfumature tendenti al blu, la punta delle ali è di un nero intenso e la coda è lunga, sottile e striata. Le zampe e il becco sono gialli e la particolare conformazione di quest'ultimo, assieme agli artigli possenti, rendono il falco pellegrino uno dei migliori predatori del regno animale. Proprio per le sue grandi capacità predatorie e per il fascino che ispira, è uno degli uccelli migliori da allevare e addestrare nella disciplina della falconeria.

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L'allevamento del falco pellegrino viene praticato soprattutto con la finalità del successivo addestramento per l'utilizzo del rapace come supporto nelle battute di caccia. La tecnica di allevamento ha avuto diffusione soprattutto nell'ultimo cinquantennio, in seguito ad una rapidissima diminuzione della presenza dei falchi pellegrini in moltissime zone del pianeta. Ciò è accaduto soprattutto a causa dell'uso sempre più elevato di pesticidi nella produzione agricola, i quali intaccano irreparabilmente, una volta ingeriti, il delicato apparato alimentare dell'uccello. La riproduzione in cattività dell'animale non è semplice e necessita di molta pazienza, oltre che di un buon numero di esemplari di partenza. Questa specie presenta infatti un'elevata mortalità infantile, che, in caso di utilizzo di pochi riproduttori, arresterebbe di fatto il ricambio generazionale. La maturità sessuale dell'animale viene raggiunta dopo i 2 anni di età, ma solitamente ne sono necessari almeno 5 perché una coppia in cattività riesca a portare a termine la prima nidiata.

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Nei primi giorni di vita i piccoli necessitano un sostegno genitoriale. Vengono imboccati infatti dai genitori con dei piccoli pezzetti di carne o muscoli della preda, aumentando il volume del cibo con il passare dei giorni. I piccoli non sono competitivi tra di loro e spesso condividono allegramente il cibo che gli viene fornito. In assenza dei genitori, nel caso di decesso di questi per esempio, è praticamente impossibile tenere in vita i piccoli in questa fase iniziale dello sviluppo, poiché sono molto diffidenti e non accetterebbero il cibo da un umano. Il vostro compito consisterà allora nel procurare carne fresca per i genitori dei piccoli. Già dopo il primo mese dalla nascita subentra la fase di involo, nella quale i falchi pellegrini insegnano ai propri nuovi nati le basi del volo, dapprima con piccoli giri intorno al nido e successivamente con voli sempre di maggiore durata. Dunque è chiaro che anche qui voi non potete fare molto, oltre ad assicurarvi che i piccoli non superino il recinto. Nell'ultima fase prima di raggiungere la piena indipendenza, i genitori catturano le prede, tramortendole solamente, e le riportano ai piccoli in modo che siano questi a ucciderle. Dopo questa fase i falchetti sono già formati e pronti all'addestramento alle tecniche di caccia in volo.

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È noto che per l'addestramento di un esemplare del falco pellegrino occorre tempo e molta pazienza. Un buon addestramento ha bisogno di falchi giovani, in quanto la loro mente è ancora aperta, così riusciranno ad apprendere e adattarsi molto rapidamente. Il falconiere deve innanzitutto farsi riconoscere dai piccoli come il "terzo" genitore, come colui che comanda. Per fare ciò è necessario seguire nell'addestramento la stessa tecnica che usano i veri genitori del falco, ovvero somministrare all'uccello piccole dosi di carne dell'animale per la caccia del quale lo si vuole ammaestrare, fino ad arrivare a portargli la preda morta intera. In questo modo il falco riesce a riconoscere il sapore e l'odore della carne per catturare poi solo la preda necessaria. È importante che il falco pellegrino cacci tutti i giorni, volando per almeno un'ora al giorno, in modo da sentirsi libero e appagato e potendo massimizzare così la sua esperienza. Per la fase di addestramento non c'è una durata predefinita, in quanto questa varia per ogni esemplare. Generalmente occorrono dai 3 ai 4 mesi per ottenere dei risultati significativi. L'esperienza di allevamento cambierà la vostra vita, quindi preparatevi a questa svolta nei più piccoli dettagli.

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