Come aprire un rifugio per cani

Difficoltà: media
Come aprire un rifugio per cani
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Introduzione

Il maltrattamento dei cani, è un problema che attanaglia la nostra società. Particolarmente in estate, accade che questi vengano gettati in mezzo alla strada, in balia del gelo e della fame, perché divenuti un peso per i loro padroni. Non solo, una volta randagi possono costituire oggetto di gioco o addirittura uccisi da persone prive di scrupolo. Esistono diversi rifugi per animali, in grado di recuperarli dalla strada, sfamarli e dare loro una casa. Tuttavia, non sono sufficienti e alcuni di questi, anziché salvarli finiscono con il ledere ulteriormente il loro stato di salute. Aprire un rifugio non è facile e neanche poco oneroso, ma il  senso civico e l'amore per gli animali possono costituire delle forti leve per riuscire nell'intento.

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Anzitutto occorre disporre di un terreno, meglio se di proprietà, all'interno del quale poter costruire dei box, una struttura da utilizzare come infermeria, una da dedicare allo stoccaggio di mangimi e attrezzature e un'altra che sarà dedicata all'ufficio. Esistono leggi regionali che definiscono le caratteristiche dei box che accoglieranno i cani, le metrature minime per ogni animale e i requisiti degli spazi. Solitamente, ogni box deve essere di almeno 8 metri quadri se ospita un solo cane, aggiungendo 5 metri quadri per ogni animale in più. Occorre però consultare la normativa regionale in questione e seguirla minuziosamente. I box dovranno avere delle cucce sollevate dal terreno, una parte all'aperto e una al chiuso ed essere dotate di ombreggianti per non subire i raggi diretti del sole nelle stagioni più calde. Dovranno inoltre esserci delle cucce riscaldate per i cani malati, anziani e per le mamme con i cuccioli.

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Una volta che la struttura sarà ultimata, non potrà essere operativa senza le autorizzazioni ASL e comunali. Aprire un rifugio è particolarmente oneroso, poiché oltre al costo iniziale (di minimo 30000 euro) c'è quello legato al mantenimento come: veterinario, cibo, medicinali, personale per le pulizie e per le cure, assicurazione obbligatoria. Quindi, se non si possiedono risorse finanziarie a sufficienza è bene abbandonare l'idea.

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Prima di rendere operativa la struttura e accogliere i cani, è consigliabile analizzare le risorse umane presenti e disponibili. La cura dei cani e le pulizie dei box richiedono parecchio tempo, senza contare che quando ci sono animali ammalati è necessario disporre di una grande elasticità in termini di turni e orari. Si può fare affidamento anche sui volontari, ma per i compiti essenziali, quelli che devono essere necessariamente svolti ogni giorno, è meglio contare su presenze fisse che possano garantire sicurezza e stabilità. I cani dovranno essere nutriti almeno una volta al giorno, l'acqua fresca dovrà essere sempre disponibile, le feci dovranno essere rimosse regolarmente dai box e gli animali dovranno avere la possibilità di uscire dal box almeno una volta al giorno. Anche la scelta di un ambulatorio veterinario con cui sottoscrivere una convenzione e che garantisca una reperibilità 24 ore su 24 è importante: occorre sempre tenere a mente che la salute e il benessere del cane devono essere le priorità assolute.

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Il rifugio deve essere considerato un luogo di transizione tra la strada e la famiglia adottiva del cane, non un posto dove i cani passeranno il resto della loro vita. Solo garantendo agli animali un'ottima qualità della vita e facendo di tutto per trovar loro una sistemazione definitiva potremo dire di sapere gestire un rifugio al meglio e nell'interesse di chi vi è ospitato.

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