Come educare correttamente un gatto

di Christiane Gavin difficoltà: facile

Come educare correttamente un gatto Il gatto è, insieme al cane, l'animale domestico per eccellenza. Moltissimi, infatti, vivono all'interno delle nostre case, negli appartamenti o nei nostri giardini. Si tratta di animali molto indipendenti (d'altra parte la loro natura felina pretende proprio questo), ma amano comunque sentirsi amati, coccolati e avere la certezza di una casa. Educare correttamente un gatto non è certamente un impresa semplicissima, proprio per il suo carattere molto autonomo e indipendente. Non è detto, però, che sia impossibile. Vediamo, all'interno della presente guida, alcuni consigli utili in merito.

Assicurati di avere a portata di mano: Tanta pazienza. Calma e dolcezza nell'insegnemento e nella correzione di eventuali errori.

1 Se educare un gatto non è semplice come può sembrare, è altrettanto vero che, come per ogni altra cosa, la pazienza e la perseveranza, anche in questo caso, ripagano. Il carattere felino del gatto gli conferisce un carattere spesso forte e deciso, per il quale ama scegliere per se stesso cosa fare, quando mangiare, dove andare, quando dormire e via discorrendo. E' naturale, però, che una coabitazione implica anche il rispetto di alcune piccole regole, che l'animale deve comunque imparare ad osservare. Diciamo, innanzitutto, che se intendiamo dare al nostro gatto un'educazione il più possibile completa, è importante iniziare fin da piccolo. Infatti, un gattino è più propenso ad imparare e obbedire rispetto ad un gatto già adulto (e quindi caratterialmente del tutto formato).

2 Come per qualsiasi altro animale, anche nell'educare il nostro gatto non dobbiamo assolutamente utilizzare urla né tanto meno percosse. Questi atteggiamenti, infatti, ci porterebbero solo gli effetti contrari. Infatti, bisogna imparare a comunicare con il gatto, un po' come farebbe mamma gatta, dalla quale i cuccioli imparano la difesa, la pulizia, la caccia. E' bene, per questo motivo, che il gattino stia con la madre almeno per i primi 2-3 mesi di vita. Nel momento in cui il gatto arriva in casa, iniziamo a interagire con lui. Facciamo in modo che si interessi a noi. A tal fine, coinvolgiamolo in alcuni giochi (come quello con la pallina). Non chiamiamolo tropp o spesso per nome, né con altri versi. Rischiamo che a lungo andare non calcoli nemmeno più il nostro richiamo.

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3 Quando il gatto si comporta bene, incoraggiamolo.  Diciamogli, ad esempio, "bravo", e diamogli una carezza.  Approfondimento Come calmare un gatto iperattivo (clicca qui) In questo modo capirà che la parola "bravo", si associa ad un suo atteggiamento positivo.  Se vogliamo che il nostro gatto faccia qualcosa nello specifico, dobbiamo utilizzare la voce e la dolcezza.  Se ad esempio siamo al PC e vogliamo che scenda dalla scrivania, non strattoniamolo con durezza, ma magari incoraggiamolo a seguirci in un'altra stanza con un "comando vocale".  Ricordiamoci, inoltre, che ai gatti non piace che li si prenda in braccio, tranne che non siano loro stessi a volerlo. Evitiamo, quindi, di farlo.. 

4 Per insegnare al gatto a non mettere in atto comportamenti pericolosi, avvisiamolo con la voce nel momento in cui ci rendiamo conto che sta per farlo. Richiamarlo prima o dopo non avrebbe senso, perché non capirebbe la fonte del suo errore. Ripetiamo più volte la parola chiave, senza urlare. I gatti, infatti, se alziamo la voce si spaventano molto facilmente. Due tra le cose che bisogna assolutamente insegnare al gatto sono i luoghi dove è possibile rifarsi le unghie e quello dove occorre fare i propri bisogni. Nel primo caso, per evitare che vengano distrutti tende e divani, applichiamo dei tiragraffi in tutti i posti in cui solitamente il gatto compie questa operazione. Una volta posizionati, indichiamogli che in quel determinato posto si trova l'angolo dove può dedicarsi a uno dei suoi passatempi preferiti. Evitiamo, infine, di osservare il gatto (o di parlargli) mentre è nella sua cassettina. E' fondamentale, infatti, che il gatto non associ a questo luogo ricordi spiacevoli, come l'essere stato sgridato o "catturato" (magari per andare dal veterinario). Con tanta pazienza e costanza, anche un gatto può diventare un animale domestico educato!!

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