Come fare un massaggio rilassante al gatto

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Nonostante i comuni pregiudizi, i gatti amano il contatto con il padrone e le coccole, e sono in grado di dimostrare affetto quanto i cani, anche se ovviamente in maniera diversa. Può essere dunque una buona idea imparare a fare un massaggio rilassante al nostro gatto, in modo da rafforzare il nostro legame con lui e goderci per qualche minuto la reciproca presenza.
Inoltre, può essere estremamente utile per calmarlo prima, durante e dopo una visita dal veterinario, oltre che per scoprire (e quindi controllare e curare) eventuali problemi del nostro micio, come protuberanze o ferite. Ecco quindi come procedere.

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Tranquillizziamo il nostro gatto

Dato che il gatto sa essere un animale estremamente diffidente è necessario fargli abbassare la guardia mettendolo a proprio agio. Facciamogli capire chiaramente che non abbiamo cattive intenzioni e vogliamo solamente coccolarlo un po'. A questo scopo possiamo parlargli con tono basso e voce dolce e fargli qualche grattino, magari dietro le orecchie o sotto il mento. Solitamente sono queste le zone migliori, ma è facile capire se il gatto apprezza: chiuderà gli occhi e farà le fusa, abbandonandosi alle coccole e assecondando i movimenti della nostra mano. Lo scopo di queste grattatine preparatorie è quello di conquistarci la piena fiducia del nostro gatto, in modo che non ci dia alcun problema nel continuare con il massaggio vero e proprio.

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Massaggiamo un lato alla volta

Accarezziamo quindi il nostro gatto con delicatezza, nella direzione del pelo: massaggiarlo contropelo potrebbe infatti infastidirlo, con il rischio anche che cerchi di divincolarsi ed andarsene.
Concentriamoci su un lato del corpo alla volta, in modo da poter usare una sola mano e tenere l'altra mano ferma sul nostro gatto, vicino alla testa (sul collo o sul petto), trasmettendogli con il nostro calore corporeo una sensazione di sicurezza e stabilità. Con la mano libera procediamo a delle lievi carezze, molto simili alle solite, ma insistendo un po' di più con i polpastrelli in punti particolarmente adatti e sensibili, come ad esempio lo stomaco e tutti i muscoli (dalle scapole alle gambe). Accarezziamo il gatto dalla testa alla coda (a meno che non si mostri infastidito) per tre o quattro volte, dopodichè cambiamo mano, e quindi lato.

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Tiriamo delicatamente le zampe

Ora il nostro gatto dovrebbe essere rilassato e sereno, perciò possiamo provare a completare il nostro massaggio tirando un po' le sue zampe per una sorta di stretching, e anche per controllare i delicati ma importantissimi polpastrelli. Si tratta di un passaggio che potrebbe infastidirlo, per cui non è il caso di insistere se lo vediamo visibilmente contrariato.
Terminiamo le nostre coccole massaggiando un po' con i pollici la testa del gatto, nella zona compresa tra le due orecchie, in maniera tale da fargli recuperare la tranquillità o farlo rilassare ulteriormente.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Facciamo attenzione ai segnali: se il gatto si mostra infastidito, emette miagolii di lamentela o muove la coda irritato fermiamoci subito e cerchiamo di capire cosa ha provocato questa sua reazione

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