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Come gestire al meglio il vostro acquario

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Difficoltà: facile

Introduzione

Se in casa avete un acquario di tipo marino o tropicale, ed intendete curarlo seguendo delle specifiche linee guida in modo da non incorrere in problemi sia dal punto di vista strutturale che da quello riguardante la salute di pesci e piante, ecco allora alcuni utili consigli su come gestire al meglio il vostro acquario.

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Ci sono diversi lavori da fare per gestire al meglio un acquario di acqua dolce tropicale e possono essere divisi in lavori giornalieri, settimanali, mensili e periodici! Alcuni di questi "lavori", più che lavori sono delle semplici azioni di manutenzione. Certamente quotidianamente dobbiamo controllare la temperatura: molti pesci possono vivere in un ampio range di temperature, ma altre specie, soprattutto quando fa molto caldo in estate, non sopportano temperature superiori a 25-27 °C. Bisogna poi controllare il numero di pesci. Verificate inoltre il corretto funzionamento del filtro e del materiale tecnico.

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Settimanalmente dovete fare dei cambi parziali dell'acqua (circa il 10% dell'acquario). Se non riuscite ogni settimana potete farlo ogni 20 giorni. Controllate le foglie che si staccano e marciscono (se avete piante vere) e fate i test dei principali parametri chimici dell'acqua: in primis pH, GH, KH e nitrati. Se avete anche piante vere, controllate il ferro, l'ossigeno, l'anidride carbonica e il fosforo, elementi importanti per la loro crescita. Controllate ancora l'efficienza degli apparecchi elettrici e del filtro, nonché delle lampade o neon. Fatto ciò, proseguite pure al passo successivo per scoprire le ultime cose utili per gestire al meglio il vostro acquario. Una volta al mese consiglio di fare una pulizia completa dell'acquario: oltre al cambio dell'acqua, pulite accuratamente il fondale, pulite il filtro le eventuali rocce e controllate ancora i parametri chimico-fisici dell'acqua.

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Periodicamente invece vi conviene controllare se i tubi del filtro non sono occlusi, passate il raschietto sui vetri per pulire eventuali alghe, aggiungete poi acqua alla vasca perché evapora, ma utilizzate solo acqua ottenuta con osmosi inversa perché è priva di sali ed inoltre eliminate eventuali incrostazioni di calcare su tutto il materiale se utilizzate l'acqua del rubinetto che in genere è molto calcarea. A margine di questa guida, non ci resta consigliarvi di procedere con l'allestimento del vostro acquario e curarlo facendo tesoro dei tanti consigli che vi sono stati forniti.

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Come gestire i nitrati in acquario d'acqua dolce

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Difficoltà: media

Introduzione

Nei tre passi che andranno a formare le nostre argomentazioni, ci concentreremo sulla gestione dei nitrati. Infatti, come indicato anche nel titolo che accompagna questo articolo, ora andremo a spiegarvi come gestire i nitrati in acquario d'acqua dolce. Possiamo incominciare subito con le nostre argomentazioni su questa interessante tematica.
I nitrati in acquario d'acqua dolce vengono generati dalla presenza di materiale organico in decomposizione che deriva da cibo in eccesso, deiezioni, foglie morte e pesci morti. Tutte le sostanze organiche che introduciamo nell'acquario vengono degradate a causa dell'azione di diversi tipi di batteri, generando ioni di ammonio e/o di ammoniaca. Questi due composti sono tossici e vengono rapidamente ossidati a nitriti dai batteri nitrosomonas.

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Occorrente

  • Test per ammonio, nitriti e nitrati.
  • Acqua di osmosi.
  • Attivatore biologico (colonie selezionate di batteri).
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Lo svolgimento dei test di controllo periodici

Incomincerei subito con le nostre argomentazioni, partendo da un semplice consiglio, ovvero quello di effettuare il test per per NO3-, NO2--, NH4+ almeno ogni settimana, se siete alle prese con degli acquari nuovi o densamente popolati. Nel caso in cui l'acquario fosse ben avviato, spostate il test ad uno ogno due settimana.
I valori ottimali da tenere come riferimento per la maggioranza delle vasche sono
Ammonio = 0 ppm
Nitriti = 0 ppm
Nitrati = 20-30 ppm.
I test in commercio sono di due tipi:
- a reagente (kit per titolazione colorimetrica manuale)
- a striscia (kit di misurazione su striscia già pronta da immergere)
In ogni caso il risultato della reazione è un cambiamento di colore che viene confrontato con una scala colorimetrica dalla quale si ricavano i valori di nitriti, nitrati, ammonio in PPM ovvero in milligrammi per litro.

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La pulizia del filtro

Tenere pulito il filtro meccanico è altrettanto importante per mantenere attivi i batteri e garantire un buon funzionamento del filtro biologico.
Una volta avviato l'acquario è bene tenere sotto controllo il flusso in uscita dal filtro. Se questo cala rispetto al flusso iniziale, probabilmente la sezione di filtrazione meccanica è stata intasata dai detriti. Bisogna quindi procedere alla pulizia delle spugne senza però intaccare le colonie batteriche insediatesi.
Dopo la pulizia del filtro è possibile reintegrare con appositi prodotti, le colonie batteriche per mantenere un buon livello di filtrazione biologica.

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L'abbassamento della concentrazione dei nitrati

Come abbiamo visto, i nitrati sono meno tossici ma si accumulano facilmente in vasca creando un nuovo potenziale pericolo: l'eutrofizzazione.
Per abbassarne la concentrazione in acquario di acqua dolce è essenziale procedere a regolarmente a cambi di acqua del 20% del volume netto, aspirando con cura dal fondo tutti i residui che non sono stati smaltiti dal filtro biologico.
Un aumento di NO3- porta a crescita improvvisa e incontrollabile delle alghe minori, le quali consumano ossigeno nutrendosi di nitrati molto più rapidamente delle piante verdi.
In conclusione, eccovi un link utile per proseguire con la vostra informazioni su questa interessante tematica: http://www.acquariofiliaitalia.it/news-aziende/sera-italia/tutto-su-acquario-esperto-risponde/ammoniaca-nitriti-nitrati.html.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Lavare sempre il filtro meccanico con acqua della vasca, mai con acqua di rubinetto calda.
  • Non lavare mai la parte biologica di un filtro già attivo.
  • Tenere sotto controllo i valori limite almeno ogni due settimane e regolare i cambi parziali per mantenere il livello di NO3- nei limiti desiderati.
  • Evitare di inserire troppi pesci, abbondare con le piante.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:
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Come gestire il GH in acquario d'acqua dolce

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Difficoltà: media

Introduzione

Se abbiamo un acquario tropicale, oltre al PH è importante controllare anche la durezza dell’acqua che viene identificata con la sigla GH, specie se misceliamo quella distillata quindi oligominerale con l’acqua proveniente dal rubinetto ricca principalmente di calcio, magnesio ed altri minerali. Per controllare la durezza del liquido presente nell'acquario, è dunque necessario un apposito impianto del tipo cosiddetto ad “osmosi inversa”. Quest’ultimo è uno dei tanti accessori per acquariofili, che è disponibile nei centri specializzati. Nei passi successivi, vediamo dunque come procedere per gestire il GH in un acquario d’acqua dolce.

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L’apparecchio per l’osmosi inversa, è costituito da un tubicino che all'interno contiene una piccola membrana porosa. L’acqua attraversandola tracima, mentre i solidi rimangono impregnati nei pori. Il liquido ottenuto ha praticamente le medesime caratteristiche dell’acqua distillata, quindi con una durezza intorno allo zero assoluto. La qualità può tuttavia essere ancora migliorata, applicando all'uscita un altro filtro, magari una semplice garza con all'interno del carbone attivo.

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Un impianto per l’osmosi inversa seppur molto costoso, è l’ideale per fare il cambio parziale e totale dell’acqua, senza necessariamente acquistare quella distillata che tra l’altro non è sempre pura. Per misurare il GH dell’acqua, abbiamo bisogno di alcuni dati per cui quella del rubinetto da questo momento la chiameremo GHp, mentre la distillata la identifichiamo invece con GHd. Inoltre chiamando Vp il volume dell’acqua del rubinetto e Vd quella distillata, il volume dell’acquario sarà quindi Vp+Vd che adesso chiamiamo Vt (totale). A questo punto, dopo aver identificato i dati relativi al volume, ne consegue la formula risultante del GH, che è la seguente:
GH = GHd x (Vd / VTot) + GHp x (Vp /Vtot).

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Volendo fare un esempio pratico, se l’acqua del nostro rubinetto misura GH 20 e quella distillata GH 5, e il volume della vasca è di 60 litri esatti, significa che mescolandole tra loro, accade che le acque in proporzioni saranno di 40 litri per la distillata e 20 invece per quella del rubinetto. La formula che ne deriva è dunque molto semplice: 5 x (40/60)+20 x (20/60) = 10. Miscelando quindi l’acqua e attenendoci alle suddette proporzioni, alla fine la misurazione risulterà di 10 GH. A margine, è importante aggiungere che in commercio come per il PH ci sono anche dei test sul principio della cartina di tornasole, che servono per controllare attraverso uno specifico codice colori la durezza del GH dell'acqua.

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Come gestire un acquario in modo economico

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Difficoltà: media

Introduzione

I pesci sono degli animali tranquilli e pacifici, comunemente adoperati anche in casa come animali da compagnia. Ma più che animale da compagnia, l'acquario con i pesci è uno sfizio per gli occhi: si sa che i pesci non possono di certo corrervi in contro quando tornate a casa, ma possono offrirvi una visione molto interessante, oltre ad abbellire l'ambiente in cui avrete posizionato l'acquario. Un acquario non è semplicissimo da allestire: bisogna saperlo creare, sceglierlo con attenzione, prestare attenzione alle esigenze dei pesci che andrete ad inserire, ecc. Si tratta di sicuramente di una cosa che richiede tempo, attenzione, conoscenze ed ha anche dei costi. Tuttavia non dovrete preoccuparvi molto, nonostante queste premesse, perché è possibile creare un acquario, contenendone i costi. Ed è proprio di questo che vi parlerò in questa guida, nello specifico vi illustrerò come gestire un acquario in modo economico.

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Occorrente

  • Acquario d'acqua dolce
  • Pesci di modeste misure
  • Piante che non necessitano di molta luce
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Scegliere un acquario d'acqua dolce

Un acquario richiede impegno e conoscenze specifiche, per essere allestito al meglio e garantire la sopravvivenza ai suoi abitanti. Dunque è bene che vi informiate un po', prima di passare all'opera. Scoprire il mondo marino è anche interessante, stimolante e divertente e questo vi renderà più semplice e leggero immergervi, è il caso di dire, in questa situazione nuova. Per chi è alle prime armi e ha intenzione di optare per un acquario che non sia particolarmente costoso, sceglierne uno d'acqua dolce è una saggia decisione. Vi chiedete perché? Un acquario d'acqua dolce può essere di dimensioni più modeste, dunque richiede meno allestimento (al contrario di uno con l'acqua salata, che richiede davvero molto spazio e molto allestimento di piante, ecc).

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Scegliere pochi pesci e di modeste dimensioni

Dato che dovrete optare per un acquario medio/piccolo per crearne uno economico, non potrete comprare molti pesci. I pesci d'acqua salata richiedono molto spazio, ed hanno un ecosistema tutto loro che dovreste ricreare, affinché essi sopravvivano. Il discorso è simile anche nel caso dei pesci d'acqua dolce, anche se essi possono vivere bene anche in un acquario di modeste misure. C'è comunque una cosa a cui dovrete pensare: dato che i pesci non avranno molto spazio in cui muoversi, è bene che ne acquistiate pochi, o comunque una quantità modesta, come le loro dimensioni. In questo modo eviterete che i pesci restino "bloccati" tra di loro, con poca possibilità di libero movimento, e risparmierete anche sui costi d'acquisto.

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Scegliere piante che non necessitano di molta luce

L'illuminazione artificiale dell'acquario è sicuramente importante, sia per renderne l'aspetto più piacevole, sia per le piante. I pesci non necessitano di molta luce, vi basti pensare che esistono alcune tipologie che vivono a moltissimi metri di profondità, dunque di luce ne vedono ben poca. Essa serve maggiormente alle piante, ovviamente: non solo quelle che vivono in giardino necessitano di illuminazione, ma anche quelle che vivono sott'acqua. Per creare il vostro acquario economico potreste optare per delle piante che sopravvivono anche senza il bisogno di una grande illuminazione. In questo modo potrete risparmiare anche sulla bolletta elettrica.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • In caso di dubbi, fatevi consigliare da un esperto.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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