Come riconoscere la Cavolaia maggiore

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

La cosa più bella dell'estate, è che si ha la possibilità di effettuare delle meravigliose gite in mezzo alla natura. In particolare, ciò si verifica se la meta che avete scelto è un agriturismo o un più spartano campeggio. A tal proposito, nei successivi passi di questa guida, vi spiegherò come riconoscere la Cavolaia maggiore. Questo lepidottero appartiene alla grandissima famiglia Pieridae ed è davvero grazioso. Intanto, vi darò una preziosa informazione: le farfalle, non tollerando pesticidi, sono di per sé indicatori di un ambiente sano. Vediamo quindi come procedere.

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Anzitutto, la Cavolaia maggiore o Pieris Brassicae, come la denominò Linneo nel 1758, è la più grande e la più nota delle specie nostrane di farfalle, diffusa in tutta la penisola italiana. Si trova facilmente in giardini e zone fiorite, ma sfortunatamente anche in campi e orti. Purtroppo, infatti, questa specie risulta molto nociva alle coltivazioni di cavoli (da qui il nome) tanto da essere reputata dai coltivatori un vero e proprio flagello. Occupiamoci adesso delle sue caratteristiche fisiche e morfologiche, in modo da poterla facilmente riconoscere tra le tante specie di farfalle esistenti dalle nostre parti. La sua apertura alare è di circa 60 mm ed è principalmente una specie diurna.

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Inoltre, come tantissimi altri insetti, anch'essa presenta un accentuato dimorfismo sessuale: nel maschio, infatti, le ali sono interamente bianche, ad eccezione dell'angolo superiore delle ali anteriori, che è orlato di nero. Per quanto riguarda le caratteristiche della femmina, in essa si aggiungono due macchie nere centrali ed una lineetta nera marginale, posta verso la metà del bordo inferiore, sempre sulle ali anteriori. Le uova vengono deposte da aprile a settembre e la femmina depone circa 300 uova, incollandole alla parte anteriore delle foglie del cavolfiore.

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Ciò significa che sono proprio i bruchi a eroderle, creando quelle brucature caratteristiche e spingendosi anche a divorarle interamente, mentre gli adulti preferiscono i fiori. I bruchi negli stati iniziali sono nerastri, per poi diventare di colore grigio verdognolo con linee longitudinali chiare, ricoperti di rade setole e lunghi quasi mezzo centimetro. Prima di trasformarsi in crisalidi, vanno in cerca di luoghi riparati e sicuri. Svernano quindi come crisalidi appese in ripari e da aprile, fanno poi la loro comparsa gli adulti, con successivo accoppiamento e riproduzione.

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