Consigli per allestire un laghetto per tartarughe

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

In questo articolo proponiamo dei consigli per allestire un laghetto per tartarughe fai da te. Con questa guida analizzeremo le particolari caratteristiche di un buon laghetto, che risulti confortevole per gli amati rettili, i materiali da utilizzare, gli ambienti adatti, le dimensioni, la profondità e la gestione nel tempo. Vediamo come procedere con i semplici passaggi della lista.

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Scegliere il tipo di laghetto

Innanzitutto, occorre decidere se si vuole installare un laghetto preformato (vasca in plastica disponibile in commercio in diverse forme e dimensioni) o un laghetto con telo in PVC (adattabile per forma e dimensioni alle nostre esigenze). Pertanto, se si ha l’abilità di dare forma al nostro ambiente, è sicuramente preferibile il secondo tipo, mentre il primo è a favore dell’immediatezza e della semplicità.

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Scegliere il punto in cui allestirlo

Di sicuro al sole, un’esposizione a sud è l’ideale, dal momento che ciò permette ai rettili di fare basking. Tuttavia è auspicabile che una parte del laghetto si trovi all’ombra, in modo tale che la temperatura dell’acqua non salga eccessivamente nelle giornate più calde, evitando così che proliferino troppe alghe. Sarebbe opportuno avvicinarlo a piante e cespugli, che gli esemplari utilizzeranno come rifugi, ma non accanto agli alberi. Infatti le radici potrebbero col tempo danneggiarlo e le foglie d’autunno sporcarlo.

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Disegnare la sagoma e scavare

Una volta scelta la tipologia e il luogo, bisogna disegnare sul terreno la forma che si vorrebbe dare al laghetto. A questo punto possiamo procedere con lo scavo, facendo attenzione a restare nei limiti della sagoma appena tracciata, e soprattutto a non rovinarne i margini. Per quanto riguarda la profondità dello scavo, essa varierà in base alla specie da allevare e al numero di esemplari da ospitare.

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Posizionare il bacino

Terminato lo scavo, abbiamo il nostro fondo da ripulire rendendolo liscio e privo di pericoli per gli esemplari. È opportuno poi cospargerlo di sabbia, per uno spessore di 4-5 cm. A questo punto inseriamo il nostro laghetto nello scavo, ovviamente se abbiamo scelto un laghetto in PVC dobbiamo fare attenzione a stenderlo senza pieghe, evitando così usure e forature.

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Riempire il laghetto

Poniamo sul fondo sabbia e ghiaia, sistemiamo poi il filtro e, infine, riempiamo il bacino d’acqua. Se il nostro bacino è in PVC possiamo tagliare il telo in eccesso ai bordi dopo 4-5 giorni e lasciare le pietre con le quali lo tenevamo fisso per decorazione. A prescindere dalla tipologia del laghetto, questo è il momento di inserire anche le piante, da lasciare nei propri vasi forati (in modo che tartarughe non ne disturbino la crescita). Possiamo (dopo una quindicina di giorni) inserire anche dei pesci tranquilli come i tradizionali pesci rossi o delle specie delle quali le tartarughe potranno anche cibarsi come le Gambusia. Dopo un mese, il nostro laghetto è pronto per ospitare le tartarughe.

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Alcuni accorgimenti

Recinzione: per evitare la fuga degli esemplari, è opportuna una recinzione alta circa 1 m, della quale interreremo 20 cm, e ripiegheremo verso l’interno i 20 cm in alto, ottenendo così un’altezza finale di 60 cm. Filtraggio dell’acqua: è possibile migliorare la resa del filtro con un circuito naturale che permetta all’acqua di circolare in un passaggio più stretto con molte piante. Cambio dell’acqua: è opportuno cambiare ogni tanto l’acqua del bacino, ma mai completamente. Infatti, il fango che si deposita sul fondo è capace di sviluppare dei microrganismi che mantengono l’equilibrio biologico dell’intero ambiente. Se l’acqua si sporca troppo spesso, è evidente che le dimensioni del laghetto non sono adatte al numero di esemplari ospitati.

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