I principali rettili delle paludi Italiane

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Introduzione

Quando pensiamo ai rettili delle paludi in genere immaginiamo i grandi coccodrilli che infestano gli specchi d'acqua degli Stati Uniti o dell'Australia, oppure gli enormi serpenti della jungla. A questi animali particolari e misteriosi il cinema mondiale deve moltissimo, come anche l'immaginario collettivo. Non tutti sanno, però, che anche nelle paludi italiane vivono diverse specie di rettili, forse meno appariscenti ma ugualmente affascinanti. Vediamo dunque quali sono i principali rettili delle paludi italiane.

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Testuggine palustre europea

Tra i principali rettili delle paludi italiane troviamo la testuggine palustre europea o Emys orbicularis, che abita tutto il continente europeo con l'eccezione dei paesi scandinavi. In Italia è presente in particolare in alcune zone della Pianura Padana e nelle zone acquitrinose della Maremma toscana. La si può incontrare anche nelle aree paludose del Lazio, della Campania e della Calabria. Anticamente la distribuzione di questa testuggine era molto più ampia, ma attualmente si può considerare a rischio di estinzione per la progressiva distruzione del suo habitat naturale a causa del clima sempre più siccitoso e della conseguente scomparsa delle zone paludose. Questo rettile ha una lunghezza di circa 20 cm e le femmine sono, in genere, leggermente più grandi dei maschi. La testuggine palustre europea ha un colore variabile, nei toni del giallo, marrone, verde scuro, fino al nero.

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Orbettino

L'orbettino, o Anguis fragilis, è un sauro appartenente alla famiglia Anguidae. Il suo aspetto è quello di un serpentello che in genere non supera la lunghezza di 40 cm, dalla pelle liscia e lucida di colore grigio argenteo, marrone o rossastro. In realtà si tratta di una lucertola che, nel corso dell'evoluzione, ha perso le zampe. Infatti, come le lucertole è in grado di spezzare la parte terminale del corpo per sfuggire all'aggressione dei predatori e, a differenza dei serpenti, è dotato di palpebre. Predilige tutti gli ambienti umidi ed è un animale piuttosto solitario e del tutto inoffensivo.

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Biscia dal collare

Uno dei principali rettili delle paludi italiane è la biscia dal collare, o Natrix natrix. Si tratta di un serpente non velenoso, diffuso in tutto il continente europeo. In Italia la biscia dal collare ha diffusione ubiquitaria, isole comprese. Questo serpente ha un colore verde scuro o marrone, con un caratteristico collare giallo. La sua lunghezza è di circa un metro, anche se in certi habitat particolarmente adatti può raggiungere anche i 2 metri di lunghezza e i 4 chili di peso. Questi rettili estremamente agili e veloci sono anche abilissimi nuotatori. Nella stagione invernale vanno in letargo.

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Biscia tassellata

La biscia tassellata, o Natrix tassellata è un serpente non velenoso, parente stretto della biscia dal collare, da cui si differenzia per l'assenza del collarino giallo oltre che per la forma della testa. Il suo colore varia dal marrone-verde al grigio, con la presenza di macchie irregolari scure. Ha la stessa diffusione della biscia dal collare, ma contrariamente ad essa non è presente nell'Italia insulare. È la più acquatica tra le biscie del genere Natrix e vive in prossimità di fiumi e laghi, dove manifesta le sue doti di provetta nuotatrice. Raggiunge la terra solo per la riproduzione e per procurarsi il cibo e trascorre il resto del tempo in ambiente acquatico. Nei mesi invernali, poiché patisce molto le basse temperature, va in letargo nascondendosi negli anfratti tra le rocce, sempre però in prossimità dei corsi d'acqua.

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Tritone crestato italiano

Tra i principali rettili delle paludi italiane va menzionato il meraviglioso tritone crestato italiano, o Triturus carnifex. Questo animale ha l'aspetto di un massiccio lucertolone, anche se in realtà si tratta di un anfibio caudato. La sua lunghezza è di circa 15 cm, con le femmine leggermente più grandi dei maschi. La pelle è ruvida, di colore variabile tra marrone scuro, grigio o nerastro con macchie nere rotonde. Ventre e gola presentano un bel colore arancione o giallo a macchie nere. Nella stagione riproduttiva i maschi presentano, oltre alla cresta caudale, anche una grande cresta dorsale dentellata. Questo anfibio è presente in tutto il territorio italiano e durante l'epoca della riproduzione predilige le acque stagnanti o i corsi d'acqua a flusso lento.

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