La coprofagia nel cane

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tramite: O2O
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Introduzione

Sono sempre più le persone, al giorno d'oggi, che decidono di adottare un cane e se è vero che questo porta molta allegria all'interno di una famiglia, è anche vero che il cane ha bisogno di molte cure e attenzioni. In questa guida, in particolare, parleremo della coprofagia nel cane, ossia un comportamento che si sviluppa soprattutto nei cuccioli e che porta i cani a mangiare gli escrementi. Vedremo inoltre come fare per intervenire al fine di evitare che questo comportamento si perpetri nel tempo, diventando sempre più difficile da eliminare.

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Quali sono le cause

La causa principale di questo problema è la continua carenza di sali minerali nell'alimentazione che portano l'animale a mangiare i propri escrementi. Un'altra probabile causa può essere collegata al meccanismo di competizione. Infatti se convivono più animali, anche cuccioli, la carenza di cibo può invogliare i soggetti più deboli a recuperare sostanze nutrienti dai bisogni. I più colpiti sono i cani stressati, quelli chiusi in luoghi e spazi piccoli. Tutto ciò può generare la comparsa occasionale di problemi gastrointestinali (vomito, diarrea).

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Come intervenire

Ovviamente l'intervento sia del proprietario sia del veterinario è fondamentale per ragioni sia di igiene che di controllo dei parassiti intestinali al quale sarebbe presentato. Chi ha posseduto un cane sa che questa situazione potrebbe compromettere anche i rapporti affettivi. Se il cane non ha nessun tipo di problema fisico possono verificarsi due situazioni: mangia le feci di altri animali; mangia le sue feci. Nella prima ipotesi, quando si tolgono i suoi bisogni, tenerlo lontano e distogliere la sua attenzione in modo da non farlo assistere all'operazione. Durante le camminate, provare a scoprire se nelle vicinanze ci siano defecazioni abbandonate, prima che il cane arrivi al punto dove sono situate. Inoltre se dovesse succedere che ingoi feci non cercare di aprirgli la bocca.

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Quando intervenire

Nella seconda ipotesi agire in questi modi: controllare le uscite quotidiane; accertarsi che l'ora di uscita corrisponda con le sue necessità fisiologiche; non pulire mai l'animale nel luogo nel quale ha defecato. A prescindere da tutto è fondamentale che si intervenga quando il nostro amico è ancora piccolo. Infatti se lo si lascia crescere la risoluzione del problema potrebbe essere molto più complicata, per cui non appena ci accorgiamo del problema rivolgiamoci subito ad un esperto che saprà sicuramente spiegarci come intervenire correttamente.

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