Come addestrare un falco pellegrino

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Da 4000 anni l'uomo e i rapaci sono fedeli compagni di caccia. Il Falco Pellegrino è un rapace che possiede delle penne scure sul capo le quali ricordano un cappuccio indossato proprio dai pellegrini. È conosciuto soprattutto per essere l'animale più veloce grazie all'elevata velocità che può raggiungere in picchiata, arrivando a sfiorare i 320 Km/h. Addestrare questo predatore fa parte della "falconeria". Di seguito spiegheremo come procedere all'addestramento.

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Fondamentale avere la licenza specifica

Per esercitare la falconeria hai bisogno innanzitutto una licenza specifica. Ottenuto ciò puoi iniziare ad allevare e addestrare il tuo falco. Esistono corsi per la preparazione all'addestramento di questo rapace che insegnano al falconiere come condizionare il falco per farlo ritornare. Importantissimo è quindi il legame e l'affiatamento che si crea fra uomo e animale. Cacciare con il falco pellegrino, se non hai esperienza, può risultare dannoso, perché oltre a perdere l'animale c'è soprattutto il pericolo per la sua incolumità fisica. Quindi consigliamo di informarci e seguire corsi, acquistare tutta l'attrezzatura adatta e di non immaginare un legame emotivo con l'uccello (essendo abituati agli animali domestici). La scelta del falco è un passo fondamentale. Essa dipende dal tipo di prede che vogliamo catturare e dal territorio in cui cacciamo. Se siamo alle prime armi, per cominciare ci converrà farci seguire da una guida esperta di un falconiere.

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Divisione degli esseri viventi in tre categorie

Il falco pellegrino divide gli essere viventi in tre categorie: quelli che si possono uccidere e mangiare, quelli che non si possono uccidere ma che non sono pericolosi e, infine, quelli pericolosi dai quali fuggire. L'uomo appartiene alla terza categoria. Per questo la prima cosa da fare, una volta acquistato il nostro falco, è di tenerlo in casa con noi. Attenzione: non per sottometterlo ma per far capire al rapace che ci può essere una collaborazione con noi, passando così alla seconda categoria. Bisogna alloggiare il nostro "assistente" in una stanza sicura, dove ci sia un ottimo ricambio d'aria. Leghiamolo bene, lasciandogli comunque la possibilità di volare e magari di avere un uscita verso l'esterno (un giardino, ad esempio); ancora più giusto sarà donargli una voliera, offrendo un territorio confortevole, durevole e sicuro al rapace. Oltre alla voliera con il posatoio, attrezzi essenziali per il nostro addestramento sono lunghe corde, un guanto in cuoio, coppia di campanelli, un apposito cappuccio e una bilancia. Le corde devono essere molto resistenti e facili da annodare; la lunghezza della corda varia a seconda dell'altezza del posatoio. Il guanto ricopre una grande importanza: su di esso il nostro amico mangerà, si poserà e si muoverà per questo sono in cuoio, per avere una buona resistenza e la giusta rigidità per non farci perdere la sensibilità del contatto. La prima fase dell'addestramento viene eseguita proprio mediante il guanto: il falco deve capire che sul nostro guanto si "mangia", associando così la nostra presenza al cibo. I campanelli servono soprattutto a rintracciare il nostro falco, a sapere qual è la sua posizione in volo senza dover alzare la testa; i campanelli non vengono direttamente posizionati sulle zampe ma su degli appositi anelli che evitano il pericolo di un blocco della circolazione. Il cappuccio, invece, viene utilizzato come eventuale calmante e la bilancia serve a tenere sotto controllo il peso del nostro amico che deve essere riportato su un registro.

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Insegnare al falco a volare sul gomito e a restarci

Dopo che ha ben compreso l'associazione fra noi e il cibo che gli diamo sul guanto, insegneremo al nostro falco a volare sul gomito e a restarci. Questo è il passo iniziale e finale della nostra collaborazione. Questo addestramento è composto da varie fasi. Controlliamo che il falco sia legato saldamente al guanto. Ad una certa distanza dal suo posatoio di partenza mettiamoci in posizione con il braccio teso verso di lui, in modo da dargli un posatoio parallelo. Aspettiamo qualche secondo. Se il rapace vola sul nostro braccio diamogli subito del cibo; se non volerà verso di noi allora abbassiamo il braccio e prendiamo un pezzo di cibo. A questo punto rialziamo il braccio e fischiamo (ricordate di fischiare solo quando il cibo è a disposizione, in maniera da rendere chiaro il segnale del fischio) Completata questa fase, ripeteremo l'esercizio aumentando sempre la distanza. Una volta che il falco risponderà senza più problemi partendo dal suo posatoio, arriva il momento dei voli liberi. Cominceremo con un albero molto basso sul quale posizioneremo l'animale che volerà sul nostro braccio. Fatto questo insegneremo al rapace a seguirci dalle piante. Cerchiamo un filare di piante abbastanza isolate e lanciamo sopra il nostro falco. Richiamiamolo e quando sta per arrivare abbassiamo il nostro braccio. Automaticamente il falco cercherà un altro posatoio, che inizialmente sarà la pianta di partenza, ma pian piano comincerà ad avanzare di pianta in pianta. Al termine della filiera gli daremo del cibo. Di giorno in giorno aumenteremo la lunghezza della "passeggiata" in modo che il falco capirà che per mangiare dovrà seguirci. È su questo che si basa il rapporto fra il falconiere e il suo alleato: il cibo.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Informarsi correttamente sulle leggi relative alla Falconeria
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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