Come addestrare una calopsite allevata a mano

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La calopsite è una specie di pappagallo originario dell'Australia che per le sue ridotte dimensioni è tra i più piccoli al mondo. Si tratta di un esemplare con una forma corporea allungata, una lunga coda e il classico ciuffetto sulla fronte. Vediamo insieme nei passi che seguono come addestrare correttamente una calopsite allevata a mano.

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Occorrente

  • calopsite
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Aiutarlo a mangiare

Se acquistate tale esemplare ancora con circa un mese di vita, la prima operazione da fare è aiutarlo a mangiare; infatti, con il dito pollice e indice allargategli il becco ed inserite il cibo, dandolo a bere con una siringa senza ago. Il segreto per un primo approccio è di utilizzare il palmo della mano, in modo che il cibo che fuoriesce dal becco venga mangiato dal calopsite direttamente e senza alcuna paura. Se intendete in futuro tenerlo in gabbia, è opportuno farlo immediatamente, poiché se optate per la soluzione di lasciarlo all'aperto sul classico trespolo corredato di ramo, costringerlo ad entrarvi diventa un'impresa ardua. Abituatelo da subito a vivere in gabbia, ma di grosse dimensioni, in modo che anche crescendo non abbia problemi di spazio.

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Usare dei piccoli oggetti

Il divertimento e la voglia di addestrarlo viene adesso. Se decidete di farlo uscire durante il giorno, per mangiare nel vostro palmo della mano, potete benissimo farlo abituandolo ad esempio al suono di una campanella di porcellana o di argento, oppure scuotendo la scatola dei semi. Il calopsite va inoltre addestrato per quanto riguarda la corretta permanenza nella gabbia, poiché se si abitua ad uscire spesso potrebbe cominciare ad urlare già non appena ci vede da lontano, e ad agitarsi con il rischio di farsi male tra le sbarre. Se riuscite a tenerlo buono, avvicinandovi e coccolandolo, capirà che questo sarà un gesto e un'abitudine quotidiana. Se durante le ore di volo libero per la stanza noterete che tenderà a svolazzare da un mobile all'altro, potete addestrarlo con un classico richiamo del fischio; in questo modo non sarà difficile ritrovarselo sul palmo della mano.

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Educarlo con fermezza

Per evitare che possa mangiare le foglie delle piante di casa, conviene già da piccolo sussurrargli di no, proprio come si fa con i bambini, ma senza tuttavia urlarlo troppo forte e da vicino, poiché potrebbe provocargli addirittura una lesione ai timpani. Se intendete addestrarlo a salire sulla spalla, potete farlo prestando attenzione che per gioco non vi becchi sul viso, e con le unghie affilate vi graffi la spalla stessa. Per ovviare al primo inconveniente, già da piccolo quando tende a beccare il viso, emettete un sottile urlo in modo da dissuaderlo, fino a che da adulto non diventi un segno ben preciso. Nel secondo caso, non potendogli tagliare le unghie, è meglio appoggiare sulla spalla qualcosa di imbottito, come ad esempio un maglione di cotone o di lana.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Abituatelo da subito a vivere in gabbia, ma di grosse dimensioni, in modo che anche crescendo non abbia problemi di spazio.
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