Come Allevare Allo Stecco Una Calopsite

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tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

In questa guida vedremo allevare in maniera particolare un tipo di pappagallo davvero molto carino e affascinante. Vedremo per l'appunto, attraverso una serie di semplicissimi e chiari passaggi, come poter allevare allo stecco una calopsite, in modo da poter regalare le giuste attenzioni a questo volatile. Ovviamente nulla vi impedisce di chiedere ulteriori chiarimenti e informazioni ad un veterinario, questi saprà consigliarci per il meglio.

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Per essere allevati a mano, i pulli di calopsite dovranno essere prelevati dal nido non prima dei 15 giorni di vita, se siamo inesperti preleviamoli in estate, eviteremo in questo modo di doverli mettere in camera calda, che altro non è se non una scatola dotata di termostato che mantiene la temperatura stabile e consente di tenere il piccolo al caldo. Non si presenterà questo accorgimento se il pullo è già impiumato, in tal caso occorrerà solo una scatola da scarpe nel quale riporlo, sul fonda della quale metteremo un foglio di carta da cucina, che sostituiremo non appena si sporca, l'igiene è fondamentale.

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Vediamo ora come preparare il pasto con cui andremo a nutrirlo per i primi tempi. Procuriamoci in un negozio di animali, un preparato apposito, detto "nutribird", un pastone specifico da imbecco. Per prepararlo facciamo bollire dell'acqua, così da eliminare ogni batterio, aggiungiamo un po' di polvere di nutribird e mescoliamo a poco a poco, quanto alle proporzioni tra acqua e povere seguiamo la tabella riportata sulla confezione. Mescoliamo fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi.

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Una volta raggiunta la consistenza giusta, lasciamolo raffreddare ad una temperatura tra i 37 gradi e 40 gradi, l'ideale è 38 gradi. Per controllare il calore usiamo un termometro digitale, oppure avvaliamoci del metodo che usiamo con il latte dei neonati, cioè mettiamo un po' della pappa sul polso e verifichiamo, al contatto della pelle non deve essere né troppo caldo né apparire freddo. Quindi, con l'aiuto di una siringa, aspiriamo un po' del preparato ed avviciniamolo al becco della calopsite, il piccolo inizierà a mangiare e ad instaurare così un rapporto con noi. Ricordiamo dopo ogni pasto di pulirgli il becco con un batuffolo di cotone bagnato con acqua.

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Dopo quarantacinque giorni la calopsite inizierà a rifiutare la siringa, da quel momento potremo iniziare ad imbeccarla con le mani. L'allevamento a mano, o a stecco, è forse il modo più impegnativo di prendersi cura di un animale, ma senza dubbio è anche la più gratificante.

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