Come prendersi cura di una rana

Tramite: O2O 14/10/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Avete mai pensato di prendere un animale domestico diverso dal solito gatto, cane, pesciolino colorato o uccello esotico? Se siete alla ricerca di una compagnia un po' più particolare, potreste optare per un anfibio, come la rana. Nella guida che segue, infatti, spieghiamo come prendersi cura di una rana, una creatura molto carina che, come tutti gli animali, ha delle proprie esigenze e necessita di determinate cure. Buona lettura!

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Occorrente

  • Rana
  • Recipiente adeguato
  • Alimentazione adeguata
  • Acqua sempre fresca
  • Pulizia
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La scelta

La prima cosa da ponderare quando decidiamo di adottare una rana è la specie che andremo a scegliere. Infatti, esistono le rane selvatiche, che sconsigliamo di prendere come animale domestico specialmente se siete alla vostra prima rana, e le rane nate in cattività, ovvero acquistate dal negoziante. Tra quest'ultime, le più comuni sono la rana nana africana, acquatica, attiva, piccola, facile da accudire, non richiede cibo vivo; l'ululone dal ventre rosso, terrestre, molto attiva, non cresce troppo; la raganella di White, la più semplice in assoluto, attiva, tollera il contatto umano; la rana cornuta, terrestre, grande, sedentaria. Le prime, invece, richiedono maggiore cura nel ricreare l'habitat in cui le andrete a collocare, dovendo anche ricreare le condizioni atmosferiche del luogo da cui le preleviamo, l'alimentazione di cui fino a quel momento hanno usufruito, ma anche gli elementi ambientali che le hanno circondate.

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Il recipiente

Una volta scelta la rana, dovremo decidere quale tipo di recipiente andrà a ospitarla. Il terrario è il contenitore più semplice da utilizzare adatto alle rane che provengono da climi asciutti. L'acquario è adoperato solo per le specie acquatiche. L'anfibio, invece, è riempito per metà da acqua e l'altra metà è all'asciutto. Il terrario arboreo, alto e stretto, è ideale per le raganelle che amano arrampicarsi sugli alberi. Lo stagno in giardino è adatto esclusivamente alle rane selvatiche. Dopo aver individuato il recipiente più adatto, collocatelo lontano dalla luce diretta, dai fumi e dai vapori della cucina e da fonti spray, come bombolette di vernice o lacca. Il substrato del recipiente dovrà essere costituito da ghiaia, terriccio, corteccia di pino o trucioli di cedro, facili da pulire. Dopo averlo posizionato, potrete decorare con rocce, muschio, pietre, piantine vive, tronchi.

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L'alimentazione

Vediamo adesso il tipo di alimentazione da somministrare. La maggior parte delle rane comuni si nutre di insetti, vermi o grilli, preferibilmente vivi. Quelle più grosse non disdegnano topi o pesci rossi. Per quanto riguarda la quantità e la frequenza dei pasti, dipende della specie: all'inizio potrebbe richiedere un processo di tentativi prima di arrivare a una giusta dose. Iniziate dando alla rana tre grilli: se vedete che gradisce e mangia in modo vorace, aumentate le dosi e la frequenza; se, al contrario, risulta non apprezzare, riducete le quantità e cambiate alimento provando con cavallette, tarme della farina o gamberetti in salamoia. Non dimenticate di fornire sempre acqua fresca e pulita tutti i giorni, sia da bere che per lavarsi.

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Le accortezze

Oltre ad assicurarle una giusta sistemazione e un'adeguata alimentazione, la rana necessita di altre piccole attenzioni. Ricordate di pulire la sua casetta almeno una volta alla settimana per eliminare le feci, pulire i vetri con un panno, scovare tracce di muffa e di alghe. Alla maggior parte delle rane, non piace essere maneggiate o sollevate e vanno lasciate il più possibile nel recipiente. Se avete necessità di spostarla, perché magari dovete pulire, cercate di non farla cadere, anche se si divincola: potrebbe ferirsi. Sarà necessario evitare, onde possibile, di non far ammalare la rana, in quanto le prognosi sono raramente positive. Le rane soffrono spesso di carenza di calcio: se comincia a sembrarvi esile o malnutrita, cospargete il mangime con degli integratori di calcio in polvere. Prestate attenzione, poi, al colore della pelle delle zampe: se tendono al rosso, potrebbe avere una setticemia batterica, che rende l'animale pigro e apatico. Sarà necessario pulire bene il terrario per rimuovere il parassita e fare dei bagni giornalieri alla rana nella sulfadimidina per un periodo di due settimane. Fate attenzione alle infezioni micotiche e alle malattie, come l'edema e il batterio ranicida: in questi casi, dovrete consultare un veterinario in grado di prescrivere un antibiotico appropriato.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Portate la rana dal veterinario almeno due o tre volte l'anno per controllare il suo stato di salute.
  • Da principiante, dovreste evitare di acquistare rane velenose o molto costose. Le rane velenose tendono a essere molto fragili e hanno bisogno di cure particolari, mentre quelle costose possono essere un investimento rischioso per uno che non ne ha mai avuto una. Meglio cominciare con qualcosa di economico e di semplice da accudire, e fare esperienza strada facendo.
  • Assicuratevi che il muschio sia sempre umido spruzzandogli sopra dell'acqua distillata, di tanto in tanto, e ricordateci di stare attenti alla muffa.
  • Fate attenzione che le rocce non abbiano lati taglienti, altrimenti la rana potrebbe ferirsi.
  • Per quanto riguarda le luci del recipiente, è necessario fornire alle rane una fonte luminosa per almeno 12 ore al giorno, soprattutto se il terrario non è esposto alla luce naturale. L'illuminazione fluorescente è l'opzione migliore per le rane, perché mantiene una temperatura mite. Le luci calde potrebbero essere pericolose se la rana decidesse di saltarci sopra.
  • Non lasciate bambini piccoli vicino alla rana, potrebbero strizzarla o farle del male
  • Ricordate che l'acqua non deve contenere cloro.
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