Come riconoscere una vipera e come comportarsi in caso di avvelenamento

Tramite: O2O 08/11/2016
Difficoltà: media
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Introduzione

I serpenti nella maggior parte dei casi sono velenosi e si possono suddividere in due principali grandi categorie, per cui imparare, a distinguerli e soprattutto a capire se ci troviamo in pericolo o meno, è importante sapere che ad esempio i colubri, non sono velenosi, ma uccidono per soffocamento mentre i viperidi, che presentano una dentatura solenoglifa, hanno delle ghiandole produttrici di un potente veleno. Dopo questi due esempi di seguito spiegheremo come riconoscere una vipera e come comportarsi in caso di avvelenamento.

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In Italia esistono quattro tipi di serpenti apparententi alla specie dei Viperini: la vipera aspis o comune, la più diffusa, si trova maggiormente in luoghi caldi e aridi, si rintana sotto dei sassi o tra gli arbusti; la vipera berus o marasso palustre, si trova in montagna ed è aggressiva; la vipera ammdytes o dal corno, non è particolarmente aggressiva ma possiede un veleno molto pericoloso, si trova nelle Alpi Orientali; infine la vipera ursinii, è meno velenosa e aggressiva delle altre e si trova nel Gran Sasso.

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Anche il morbo ha delle specifiche caratteristiche che potrebbero aiutare ad identificare il rettile. L'apertura della bocca è > 180°, le zanne sono bene in evidenza e il morso è rapido e profondo. Naturalmente tanto più grave è il danno quanto più veleno è stato iniettato; un solo morso scarica circa il 4-7% di veleno, ma il rettile può assaltare con più morsi e iniettare tutto il veleno. Le parti del corpo maggiormente a rischio sono gli arti, sia inferiori che superiori, ma se il morso viene dato al collo o alla testa il pericolo aumenta. Solitamente il morso è riconoscibile da due piccoli fori a distanza di 1 cm l'un dall'altro. Il veleno della vipera è costituito da acqua, protidi, nucleotidi, ioni e metalli, e dopo pochi minuti dal morso il soggetto sente dolore lancinante e un forte bruciore, poi compaiono eritemi e bolle emorragiche per tutto l'arto colpito e, a distanza di 12 ore, è possibile la comparsa di fittene, linfangite e adenopatia.

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Se si viene morsi, bisogna (per quanto difficile sia) rimanere tranquilli, poiché l'agitazione provoca una diffusione più rapida del veleno attraverso lo stress, inoltre bisogna togliere anelli, bracciali e altri accessori prima che la zona interessata si gonfi. La ferita deve essere poi disinfettata con acqua semplice o se possibile, con acqua ossigenata, ed è da evitare qualsiasi sostanza alcolica che provoca una reazione tossica con il veleno.

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