Cosa fare se il cane non torna al richiamo

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Introduzione

I cani sono degli animali incredibili, dotati di grande affetto, e di una ubbidienza incredibile. Ma per essere ubbidienti bisogna far capire chi comanda e saper addestrare un cane non è cosa da poco. Infatti ci vuole molta pazienza e dedizione, anche perché i cani una volta imparato, saranno ubbidienti e fedelissimi. Diciamo che il cane può essere istruito in un qualsiasi tempo o età, ma come ben si sa è quando sono giovani che bisogna insegnare le buone maniere. Bisogna fare attenzione soprattutto quando sono nel periodo tra i 9 e i 15 mesi, poiché è l'età dove sono più irrascibili, e dove quindi bisogna prestare più attenzione per la loro educazione. Vediamo attraverso questa guida cosa fare se ad esempio il cane non torna al richiamo: diciamo che è una cosa che avviene raramente, però bisogna trovare dei metodi alternativi che sicuramente non saranno dei rimproveri bruschi.

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Una prima cosa da chiarire è che questo problema si verifica principalmente perché il cane, non obbedendo al richiamo, è in grado di trarre un vantaggio da questo comportamento; il ritorno dal padrone indicherebbe, infatti, la fine della passeggiata. Per poter affermare che il problema si manifesti solo all'aperto occorre stabilire con certezza che tale situazione non avvenga, invece, anche in luoghi chiusi. Pertanto, iniziare ad effettuare delle prove in un'area confinata, facendo indossare al cane una cordicella. Chiamarlo (con un solo comando) e, nel caso non risponda prontamente, tirare leggermente la cordicella (questo sarà fatto come rinforzo al comando e non come punizione).

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Una volta che il cane avrà imparato a rispondere al comando al chiuso, portarlo a fare una passeggiata all'aperto e, una volta terminata, dargli del cibo. Nel caso in cui quest'ultimo venisse normalmente somministrato una volta al giorno, abituarsi comunque a ricompensarlo con del cibo al termine di ogni passeggiata, in modo che ogni volta sia stimolato a ritornare a casa. Se questa tecnica dovesse fallire allora portate con voi dei bocconcini in modo tale da invogliarlo a tornare e premiatelo ogni volta che torna. In questo modo capirà che il gesto che avrete svolto è corretto.

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In caso di nuovo fallimento, è possibile ricorrere a un metodo, sperimentato dal ricercatore Pavlov, che ha a che fare con i riflessi condizionati dell'animale. Per attuarlo, prendere un fischietto e somministrare al cane un bocconcino (arrivando a razionare la sua pappa giornaliera fino a 12 volte), suonando il fischietto prima di ogni razione, ripetendo l'operazione per alcuni giorni consecutivi. A quel punto, ogni volta che verrà suonato il fischietto, il cane sarà in grado di associare il rumore al cibo, salivando e, pertanto, seguendo il padrone per avere la ricompensa. Successivamente, ridurre la somministrazione di cibo ad ogni suono del fischietto, fino a giungere ad una condizione nella quale il cane obbedirà al richiamo senza salivare e, quindi, senza pretendere cibo in cambio.

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