Guida al fabbisogno nutrizionale del cavallo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Ma quanto mangia, signor cavallo. E quanto beve. Fra noi umani, nemmeno i fedelissimi di McDonald's buttano giù tutte quelle calorie giornaliere. E pensare che agli albori della sua carriera evolutiva, nell'Eocene inferiore, quando scorrazzava indisturbato nelle foreste umide, misurava sì e no le dimensioni di un cagnetto. E non mangiava granché. Fu durante il Miocene, circa 20 milioni di anni fa, che il clima più secco la portò ad affrontare quello che poi sarebbe diventato il suo habitat naturale, foriero di importanti cambiamenti evolutivi: lo spazio aperto delle vaste pianure erbose. Popolato da tanti nemici, purtroppo. Come difendersi? Come fuggire? Crescendo, crescendo e poi ancora crescendo. La selezione naturale ha lavorato bene, riuscendo infine a renderla come la vediamo oggigiorno, un grande e splendido animale, simbolo di velocità e di potenza per antonomasia. Naturalmente, il suo fabbisogno nutritivo è cresciuto assieme a lei, con buona pace di noi umani che tutte quelle calorie proprio non ce le possiamo permettere, o addio taglia 40 per noi donne e muscoli addominali a tartaruga per i maschietti.
Ma come nutrirla al meglio?
Scherzi a parte, vediamolo in questa guida che spiega il fabbisogno nutrizionale del cavallo.

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Un equino necessita ogni giorno di una determinata quantità di glucidi, lipidi, proteine,
vitamine e sali minerali. Tale quantitativo varia in funzione di numerosi fattori, i principali dei quali sono: il peso, il sesso, l'attività fisica, l'età, il temperamento, la razza e condizioni particolari come la gravidanza e la lattazione. Più nello specifico, un fabbisogno calorico maggiore è prerogativa degli stalloni in amore e impegnati in attività agonistiche, delle cavalle nell'ultimo trimestre di gravidanza e ancora più durante l'allattamento, dei puledri, e infine delle razze dolicomorfe, ossia con testa più allungata e sottile (purosangue inglese e purosangue arabo). Non va poi trascurato il temperamento: quello flemmatico del cavallo da tiro per esempio si accompagna a un minor dispendio energetico.
Il divario nelle esigenze nutrizionali è elevato: si va dalle circa 10000 kcalorie giornaliere o meno degli animali con ridotta attività fisica, fino alle oltre 18000-20000 degli stalloni durante il periodo degli accoppiamenti e delle gare agonistiche. Anche una cavalla in fase di allattamento può richiedere oltre 20000 kcalorie/die.

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In media, la dieta giornaliera di un equino deve essere costituita per il 30-35% da carboidrati, per il 2-5% da lipidi e per il 12-14% da proteine, mentre il restante 50% deve essere rappresentato dalle fibre. Notoriamente, il cavallo è un animale vegetariano al 100%. Per coprire il suo fabbisogno nutrizionale in primis si usano avena, orzo e fieno. L'avena è molto nutriente, ricca di fibre, e in più contiene avenina, un alcaloide stimolante con azione positiva sul cavallo, in particolare se impegnato in un'intensa attività fisica. Anche l'orzo è indicato, essendo nutriente e, come l'avena, gradito al palato equino. Un buon ingrediente supplementare può essere rappresentato dai semi di lino, ricchi delle indispensabili fibre nonché di vitamine A ed E. Quanto al fieno, non deve mai mancare nella dieta di questo animale. Il migliore è quello di erba medica e di trifoglio. In aggiunta agli alimenti elencati occorre citare la crusca, le carrube, le carote, autentica leccornia per i cavalli, e la frutta, come le mele e i frutti di bosco. Le razioni variano in base ai fattori già citati, quindi occorre valutarli nel loro insieme, in modo da fornire ad ogni esemplare il quantitativo indicato in base al suo metabolismo. A titolo di esempio si può dire che possono abbisognargli 4-5 chili di avena al giorno fino ai 6-7 e anche oltre nel periodo delle gare.
Infine parliamo di idratazione. È fondamentale assicurarsi che il cavallo possa sempre disporre di acqua fresca d'estate e tiepida d'inverno. Il suo fabbisogno idrico varia in base alla stagione e all'attività, aggirandosi sui 10-15 litri nel periodo invernale sino ai 30-40 litri del periodo estivo.

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Terminiamo con alcuni accorgimenti da adottare quando ci si occupa dell'alimentazione di un cavallo. Il primo riguarda le aflatossine. Sono, queste, sostanze tossiche, in grado di provocare la comparsa di tumori. Si formano con le muffe, in particolare sulla frutta secca oleosa e su cereali e graminacee conservati in luoghi umidi, poco puliti e poco aereati. Considerati i quantitativi giornalieri necessari al cavallo, è facile comprendere come sia importante adottare misure che ne prevengano la proliferazione. Un'altra cosa da evitare riguarda l'attività fisica post-prandiale. Occorre limitarla, perché lo stomaco pieno premerebbe sui polmoni dilatati, sicché il cavallo si affaticherebbe oltre il dovuto.
Chiudiamo con un accenno alle piante tossiche per gli equini. Principalmente, fate attenzione che il cavallo non si cibi di patate acerbe, parti della pianta del cotone, ricino, equiseto, erba di san Giacomo, digitale e cicuta (alcune di queste risultano velenose anche per l'uomo). Non vale poi la pena dilungarsi sul pericolo rappresentato dalle piante spinose.

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