Tartarughe: classificazione e anatomia

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Introduzione

Le tartarughe, questi rettili così diffusi in tutto il nostro pianeta, hanno una storia davvero antica. Si considera che la loro presenza risalga all'incirca a 220 milioni di anni fa, nel periodo del tardo Triassico. Le tartarughe riuscirono a sopravvivere, nonostante la catastrofe che distrusse tutti i grandi rettili. A tutt'oggi mantengono lo stesso particolare aspetto, con la presenza di un grande guscio e con la testa e le zampe retrattili. Le tartarughe sono presenti in quasi tutti i continenti. Tranne l'Antartide, nel quale il clima non consente la loro sopravvivenza. Qui di seguito troveremo alcune utili informazioni sulla classificazione e l'anatomia delle tartarughe.

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Occorrente

  • Tartarughe e spirito di osservazione.
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Classificazione delle tartarughe

Le tartarughe si suddividono principalmente in due tipi di classificazione. Le Cryptodira e le Pleurodira. Le prime formano un gruppo più nutrito, comprendendo le tartarughe marine, quelle di terra e gran parte di quelle di acqua dolce. Le seconde della classificazione sono prevalentemente tartarughe di acqua dolce. Tutte, comunque, posseggono una comune caratteristica: la respirazione dell'aria. Un'altra peculiarità di tutte le tartarughe è la deposizione delle loro uova, che non avviene mai nell'acqua. Alcune di queste specie possono vivere (oltre che in mare, sulla terra o in acqua dolce) anche in ambienti misti. Una particolarità che contraddistingue le tartarughe è la loro longevità. Anche se la loro durata di vita è in relazione alla specie di appartenenza. Le più longeve in assoluto sono le tartarughe giganti, che vivono oltre la soglia dei cento anni di età.

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Differenze fra le specie di tartarughe

Le diverse specie di tartarughe presentano naturalmente alcune differenze, più o meno evidenti. La principale differenza riguarda la forma della corazza. Ad esempio, le tartarughe acquatiche ne presentano un tipo più piatto ed idrodinamico, pur mantenendo simile la loro anatomia. La corazza si suddivide in due parti. La parte superiore, più o meno convessa, si chiama "carapace". Invece la parte inferiore, che si presenta piuttosto piatta, si chiama "piastrone". La corazza non è altro che l'esoscheletro, ossia lo scheletro esterno delle tartarughe. Si costituisce da una scatola ossea rivestita da formazioni cornee e da ossa saldate l'una con l'altra. La corazza, essendo formata da tessuto osseo, aumenta di dimensioni.

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Anatomia delle tartarughe

La colonna vertebrale delle tartarughe si fonde con la loro corazza. Pertanto permette la loro mobilità soltanto nel collo, nella testa e la coda. Mentre le zampe delle tartarughe e le articolazioni (cinto scapolare e cinto pelvico) sono internamente alla corazza. Tuttavia si compongono tutti come quelli dei mammiferi. Infatti anche le tartarughe posseggono l'omero, il radio, l'ulna, il carpo ed il metacarpo nelle zampe anteriori. Ed il femore, la tibia, il perone, il tarso ed il metatarso nelle zampe posteriori. La pelle delle tartarughe si presenta spessa e ricoperta di scaglie. Per le tartarughe non esiste un periodo di muta. Infatti questi animali cambiano pelle perdendo poche scaglie per volta. La respirazione avviene similmente a quella dei mammiferi, ossia dal naso. Il cuore delle tartarughe invece si suddivide in tre parti, come per tutti gli altri rettili. Le tartarughe giovani non presentano dimorfismo sessuale. Pertanto è possibile determinarne il sesso solo in età adulta. La riproduzione delle tartarughe avviene con inseminazione interna. Le tartarughe femmine posseggono un ovidotto nel quale si formano le uova. Una volta mature, le tartarughe le deporranno. La maturità sessuale delle tartarughe avviene intorno ai 6/7 anni ed in media le riproduzioni si verificano ogni due o tre anni. https://www.viridea.it/consigli/le-tartarughe/.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Le tartarughe sono animali affascinanti e sorprendenti. Osservandole si possono scoprire delle abitudini e dei comportamenti impensabili.

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